Trevor Sorbie e la dura legge dell’alta quota

Può capitare all’Aeroporto Internazionale di Bangkok di avere gli ultimi spiccioli di bath da smaltire prima di fare ritorno in zona Euro. E così, aggirandosi tra gli scaffali del Duty Free, si può incappare per puro caso negli ottimi prodotti per capelli di Trevor Sorbie (UK).

Se poi si hanno i capelli ricci e si è reduci da tre settimane passate a lottare contro l’umido clima Thailandese che faceva sembrare la vostra testa uno scomposto groviglio di alghe, davanti ad un tubo di Conditioner per capelli ricci può anche capitare di essere prese da una frenesia alimentare paragonabile a quella di uno squalo bianco davanti ad una foca monaca da due tonnellate sola soletta in mezzo all’Oceano Indiano.

Il problema si presenta quando, una volta arrivate al gate, troviate a sorpresa un altro controllo al metal-detector (l’ennesimo) e una addetta doganale decida che nonostante sia stato acquistato all’interno dell’aeroporto e ben dopo il check-in, la quantità di prodotto contenuta nella confezione sia maggiore del consentito e quindi il prezioso feticcio per capelli ricci vi venga sequestrato come fosse il Corno della Fertilità ripieno di cocaina Bridget Jones Style.

Mentre vi avviate avvilite verso il volo, il vostro sguardo cade sulla sogghignante megera che vi saluta ghermendo il vostro tesoro, ma nonostante il vostro umore sia ormai sotto terra a causa dell’inestimabile perdita subìta, una sola certezza vi consola: cara signorina thailandese, si faccia pure due risate alla faccia mia con il mio conditioner per capelli ricci, tanto con i suoi capelli orientali, non solo Trevor Sorbie, ma nemmeno il Mago Merlino saranno mai in grado di procurarle una testa riccia come la mia! Tiè!

Bentornati a casa!

V.

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Informazioni su valerieallmyhair

Italiana, Fashion Designer con irrefrenabile passione per il mondo dell'Hair Styling.
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